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TikTok per le aziende: come fare ADV sulla piattaforma più amata dai giovanissimi

Scaricata da più di un miliardo di persone (si stima che nel mondo ce l’abbia oltre un proprietario di smartphone su 7), TikTok ha sempre più successo tra i giovani e i giovanissimi: la maggior parte degli iscritti non arriva ai 18 anni, il 65% è di sesso femminile.

Con 1,5 miliardi di utenti attivi al mese (di cui 2 milioni solo in Italia, 4 in Francia e 4 in Germania), oggi TikTok vanta più utenti mensili di Snapchat e Twitter.

Ma attenzione, non si tratta di un social network. Sarebbe più appropriato definire TikTok una “piattaforma mobile per video brevi”: scorrendo il proprio feed è possibile assistere a milioni di mini scenette divertenti, parodie, trucchetti e balletti a ritmo di musica dall’effetto assuefazione assicurato.

Fino ad agosto 2018, TikTok si chiamava Musical.ly, e non la conosceva praticamente nessuno, eccezion fatta per i suoi giovanissimi utenti. Poi l’acquisizione da parte della Beijing ByteDance Technology Co Ltd per un miliardo di dollari, la fusione con un altro prodotto simile e il rilancio con un nuovo nome, decisamente più accattivante. Un’idea che ha fruttato alla società cinese un giro d’affari spaventoso di quasi otto miliardi di dollari. Oggi TikTok è valutata oltre 75 miliardi di dollari e ad agosto è stata l’app più scaricata al mondo.

Un successo che ha incuriosito e allertato persino Google, che starebbe valutando l’acquisizione di una startup concorrente per la condivisione di video: Firework. Anch’essa gratuita, Firework punta tutto sulle potenzialità virali dei video brevi, esattamente come TikTok. Ma a differenza di quest’ultima ha un pubblico leggermente più “anziano” rispetto a quello prettamente adolescenziale che vanta TikTok.

Lo slogan di TikTok è «Make every second count» («Fai che ogni secondo conti»). E infatti non è possibile caricarvi video più lunghi di 60 secondi. Vietato dilungarsi in lunghe ed estenuanti spiegazioni come nei tutorial che spopolano su Youtube, vietato annoiare (anche perché all’utente basta un movimento con il dito per passare al video successivo), vietato perdere tempo: su Tik Tok bisogna stupire, divertire, colpire subito nel segno.

I video possono essere girati live e personalizzati con diversi effetti e filtri divertenti, dalle emoji ai filtri facciali, dagli effetti di bellezza alle caricature divertenti. Prima di essere pubblicati, i video possono essere sistemati e modificati direttamente sulla piattaforma grazie ai vari strumenti di editing integrati che permettono di tagliarli, accorciarli, unirli o duplicarli.

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Altro che influencer: arrivano i TikToker!

Come su tutte le piattaforme e i social network che si rispettino, chi arriva prima e chi riesce a differenziarsi dagli altri ha molte più possibilità di diventare “famoso”. Anche in questo caso, gli utenti hanno premiato il coraggio dei primi iscritti e la creatività di chi riesce a sfruttare al meglio gli strumenti offerti dalla piattaforma. Si chiamano “TikToker” gli utenti più famosi e popolari di TikTok e, un po’ come gli influencer dei social network, guadagnano grazie alle sponsorizzazioni.

C’è Baby Ariel, con i suoi 30 milioni di follower (più altri 9,5 milioni su Instagram) che grazie ai guadagni con le sponsorizzazioni di marchi famosi ha ideato e lanciato una linea di prodotti brandizzati. C’è la modella Kristen Hancher, 23 milioni di follower, che aggiungendo TikTok ai suoi canali social è riuscita a guadagnare 400 mila dollari.

Il Bel paese ha dato i natali a un’altra famosa TikToker, Elisa Maino, una 16enne romana che è riuscita a raggruppare intorno a sé una schiera di 4.2 milioni di seguaci e ha già pubblicato un libro, #OPS, da cui verrà tratto presto un film. Nonostante la sua giovane età Elisa è già una veterana di TikTok, dato che ha cominciato a pubblicare video quando la piattaforma si chiamava ancora Musical.ly.

E la lista dei TikToker più famosi al mondo sarà presto molto più lunga di così, considerando che diverse star internazionali stanno fiutando le opportunità offerte dalla piattaforma e stanno cominciando a inserire i primi contenuti. In Italia, i primi VIP a iscriversi a Tik Tok sono stati Fiorello e Michelle Hunziker, a cui si sono aggiunte mano a mano altre realtà come X Factor, Zelig, o club sportivi come la Roma e l’Inter.

TikTok e le aziende: in arrivo le campagne virali

La società cinese sta arrivando in Italia, e aprirà a breve uffici locali al servizio dei brand che desiderano investire su TikTok lanciando delle campagne virali. Si tratta delle cosiddette Hashtag Challenge, vere e proprie competizioni in cui gli utenti vengono invitati a giocare, ballare o esibirsi seguendo il tema proposto dall’azienda committente. Il personaggio o il brand che lancia la sfida crea un video, sceglie la canzone di sottofondo, e invita poi gli utenti a girare una loro versione/interpretazione del video, pubblicando il risultato con l’hashtag creato ad hoc. Grazie a una rete di creativi locali a cui si affiderà TikTok, sarà la stessa app a metterci sia la creatività che l’audience da raggiungere. Alle aziende non resterà che godersi lo spettacolo, e pensare a come sfruttare i lead raccolti.

Una delle prime Hashtag Challenge divenute più virali è quella lanciata da Guess, che ha invitato gli iscritti a TikTok a pubblicare un video in cui indossavano i jeans della nuova collezione con l’hashtag #InMyDenim.

Fare pubblicità su TikTok non è per tutti, almeno per ora. Il grande “limite” della piattaforma (limite che al contempo ne rappresenta la vera forza) è che per il momento ospita un pubblico particolarmente ristretto come fascia d’età: parliamo di giovani tra i 18 e i 25 anni, ma anche e soprattutto di giovanissimi, la cosiddetta Generazione Z. Un target dal potere d’acquisto più limitato rispetto ad altri, ma particolarmente interessante per le aziende che puntano tutto sulle nuove tendenze.

Le possibilità offerte da TikTok sono tante, e saranno sempre di più: attraverso le hashtag challenge, che trasformano gli utenti in content creators del brand, o affidandosi ai TikToker, è possibile creare campagne di brand awareness o promuovere prodotti o servizi in target con il pubblico della piattaforma.

Oltre alle hashtag challenge, al momento TikTok offre altre due tipologie di campagne pubblicitarie:

  • Schermata d’avvio (è possibile cioè inserire un’immagine fissa, animata o un breve video che comparirà a tutto schermo quando gli utenti apriranno l’app);
  • Campagna Feed (una campagna a schermo intero che viene riprodotta automaticamente quando l’utente scorre il suo feed personale, un po’ come accade su Instagram).

Naturalmente, considerando il limite di tempo imposto agli utenti di Tik Tok per i loro video, anche la durata delle campagne pubblicitarie sarà condensata in pochi secondi. Cinque, per l’esattezza.

D’altra parte il livello di attenzione medio degli utenti su smartphone si abbassa di anno in anno e oggi è arrivato a 8 secondi, 4 in meno rispetto al 2000. In più non bisogna dimenticare che l’utente di Tik Tok è giovanissimo, e ancora più propenso a stancarsi e infastidirsi in fretta.

Tik Tok fa per te, e per la tua azienda?
Sì, se il tuo target è giovane o giovanissimo, preferibilmente di sesso femminile.
Sì, se sarai in grado di creare campagne e adv in grado di coinvolgere immediatamente le persone, magari sfruttando il tuo Visual Hammer, quell’elemento distintivo che fissa con forza nella mente dei tuoi potenziali clienti un concetto, facendo appello all’inconscio e alle emozioni.

Se non ne hai uno, se non hai ancora individuato l’anima della tua impresa, il tuo elemento differenziante, CONTATTACI e lo troveremo insieme!

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